INCROCI N. 95

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Il marciapiede è grigio, ma il negozio di frutta e verdura no.

Rossi e gialli e arancioni grazie ad albicocche, prugne e pesche. Tutto in bell’ordine, con angurie e meloni al fianco a regalare toni di verde.

A completare l’insieme, cuori di stoffa, écru, e ortensie bianche.

Cartoni colorati, plastica diffusa, vetri puliti e ombre che lavorano correndo qua e là.

Limoni, cavolfiori e basilico sulla parete, regalano altri verdi, e poi bianchi e gialli sfumati.

L’ombra diventa corpo, si ferma sulla soglia, guarda l’insieme e annuisce.

“La sveglia è suonata prestissimo, stamattina. Gianni era già in piedi e si sentiva il profumo del caffè. Mi ha salutata con un bacio frettoloso ma il sorriso era vero e anche nel primo risveglio l’ho afferrato al volo.

Andava di corsa, il mio Gianni, a recuperare la frutta e la verdura più fresca, per riempire di colori e profumi la nostra avventura.

È passato un anno, da quando abbiamo aperto il negozio. La piazzetta tra la scuola e la farmacia è sempre ricca di chiacchiere, di risate, di mamme, bambini, pensionati. Noi siamo qui con loro che apprezzano ogni giorno e ancora non finiamo di stupirci.

La laurea in lettere fu per entrambi un bel periodo per fare cose che ci piacevano, un regalo alla nostra mente, ma poco pratica per vivere e certo ininfluente per la ricerca del lavoro.

Il mio sogno era aprire una libreria, quello di Gianni una cartoleria. Quando i sogni si sono fusi, nacque la cartolibreria: banale e inconcludente. Forse la zona sbagliata, forse l’avvento delle tecnologie, forse la gente che cambia: no libri, no quaderni, no biro e matite. Almeno non a sufficienza per vivere.

E allora il salto, la folle ricerca di qualcosa di buono e, perché no, anche bello.

Lui ora va a comprare la frutta e la verdura, io gioco a metterla in mostra. Tutti e due parliamo con la gente, cerchiamo di ricordarci gusti e piaceri, la mela dolce e quella aspra, le pere dure e quelle morbide, i carciofi con le spine e quelli senza, ognuno ha preferenze radicate, ognuno ha bisogno di coccole persino tra frutta e verdura.

È passato un anno e ancora non ci credo.

Ma i tuoi sorrisi e i miei, che si mischiano durante il giorno, mi fanno stare coi piedi per terra: è tutto vero!”

 

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