INCROCI N. 2

Panda Verde, vecchio modello, anno 2000.

Davanti una ragazzina dai capelli lunghissimi e due canottiere, una sopra all’altra, una arancione e una rossa. Si agita, gesticola, ride e parla a voce alta col conducente.

Al suo fianco un uomo vestito da rappresentante, camicia e la cravatta, tutto rigorosamente serio e semi elegante come devono essere i vestiti delle persone che si dedicano all’ambito commerciale.

Dietro, una ragazzina pallida, le spalle curve su sé stessa, i capelli castani a coprirle il volto, un giubbino di jeans a nascondere il corpo e lo sguardo verso il cielo.

“Io sono felice quando papà mi accompagna a scuola insieme a Letizia.

Mio papà si chiama Giuseppe.

Ho un amico che si chiama Giuseppe. Ci vediamo spesso, anche da soli, nel pomeriggio.

Papà non lo sa.

Chiacchiera con Letizia. Lei è la mia compagna di scuola, la mia vicina di casa e anche la mia amica. Anche se io, di amiche, non ne ho tante ma non ne voglio nemmeno. Non ci tengo a raccontare a tutti quello che c’è nella mia vita.

Papà mi prende ancora in giro, per quel tema delle elementari: “Parlate della vostra vita in famiglia”.

“Non voglio parlarne, c’è la legge sulla privacy” ho scritto. E’ successo di tutto, sono stati chiamati i miei genitori, ho dovuto persino fare una chiacchierata con la psicologa. Poco male, già allora sapevo cosa volevano sentirsi dire i grandi per stare tranquilli e dopo qualche giorno mi hanno lasciata in pace.

Perché a me piace stare tranquilla in un angolo. Vorrei essere trasparente.

Anche adesso, in macchina, io ci sto bene nel mio angolino, rannicchiata sul sedile, con la testa appoggiata a guardare il cielo, senza vedere le persone che non guardano me. Ma Letizia la guardano, eccome. Proprio come la guarda mio papà, con gli stessi occhi e quel sorriso…perché Letizia è capace di far sorridere tutti e lei neppure se ne rende conto. Non si sa se sia merito dei suoi grandi occhioni verdi. O delle scollature. Le sue magliette sono famose in tutta la scuola. Lei però non ci fa caso, le mette, una sopra all’altra, alternando i colori, perché si diverte.

Stamattina ho messo il giubbino di jeans, quello largo della mamma, tanto lei non lo mette più, così non si vede il seno, che sta proprio crescendo. Sono diversa da Letizia, io. Lei non si vergogna, ma lo so che non ci pensa nemmeno, le sembra normale avere quelle due cose enormi e perfette da portarsi in giro.

Papà la guarda e ride e anche Letizia ride.

Come ride Giuseppe quando siamo in camera sua.

Sono contenta di essere qui dietro seduta in silenzio. Le loro risate e le loro chiacchiere sembrano una bella musica, il giusto ritmo per i miei sogni.

Oggi lo rivedo, Giuseppe. E papà non immagina niente. Lui pensa solo a guardare le magliette di Letizia”PANDA VERDE

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